«La bontà è l’unico investimento che non fallisce mai.» — Henry David Thoreau
La Fondazione La Rosa d’Oro apre le porte a ogni azienda, grande o piccola. Puoi sostenere un progetto, prenderti cura delle persone che lavorano con te, far nascere qualcosa nel tuo territorio, costruire con noi un piano per la filantropia della tua impresa. E con alcune aziende costruiamo qualcosa di più: un rapporto reciproco, da partner.
Una parte per il bene comune
La tua azienda può destinare al bene comune una piccola parte di ciò che fa: una frazione di ogni vendita, di ogni transazione o di ogni progetto, oppure una percentuale dell’utile di fine anno. Anche uno zero virgola, ripetuto nel tempo, diventa un sostegno che dura. Per bene comune intendiamo il sociale nel senso più ampio: le persone, il lavoro, la salute, la terra, la cultura.
Sei tu a scegliere dove va:
- alla Fondazione tutta, perché la impieghi dove c’è più bisogno;
- a un progetto che vuoi veder crescere, tra quelli che la Fondazione avvia o sostiene;
- a un ambito tra quelli della Fondazione: il sociale, la medicina e la cura, l’agricoltura, l’arte e la cultura, l’educazione;
- a un territorio: una regione, una città, un paese. Anche dove oggi non c’è ancora un nostro progetto ma servirebbe qualcosa, per le persone, il lavoro, la salute, l’arte, la pedagogia o la terra: lì il tuo sostegno può essere l’inizio di un progetto nuovo, da costruire con chi ci vive.
La direzione la scegli tu; i progetti da sostenere puoi proporli tu, oppure lasciarli scegliere alla Fondazione, che garantisce la tracciabilità dei flussi e un rendiconto separato del tuo contributo, da chiedere quando vuoi. Se lo desideri, i rendiconti annuali si possono anche pubblicare. La tua parte può anche confluire in un fondo con il nome della tua azienda. Tutto, compresa la quota che resta alla Fondazione per i costi di gestione, si mette per iscritto in un accordo. Nell’accordo si stabilisce anche la forma, con il commercialista dell’azienda e con il nostro: una donazione, se la Fondazione non dà nulla in cambio; una sponsorizzazione, se si impegna a far conoscere l’azienda o le permette di usare il suo nome nella pubblicità o sulle confezioni.
Se il contributo è legato ai prodotti o ai servizi che vendi ai consumatori, la legge n. 120 del 2026 chiede di dirlo sulla confezione o nel punto vendita, e anche nella pubblicità: chi riceve, per quale scopo e quanto va alla Fondazione per ogni prodotto venduto. Chiede anche di avvisarne l’Autorità garante della concorrenza e del mercato almeno quindici giorni prima di cominciare a vendere, e poi di comunicarle il versamento. Ti aiutiamo a fare tutto con chiarezza. Se doni una parte dell’utile annuale e vuoi dirlo ai clienti, si dice con la stessa chiarezza: quale parte, di quale anno, quando arriva alla Fondazione.
Ci sono molti modi in cui un’azienda può camminare con noi. Eccone alcuni.
- Cause related marketing: entra nel cuore dei tuoi clienti coinvolgendoli in un gesto concreto di solidarietà al momento dell’acquisto di un prodotto o di un servizio.
- Donazioni in natura: dona i prodotti invenduti, le eccedenze di magazzino o gli oggetti provenienti da eventi e allestimenti, per sostenere i progetti e le iniziative.
- Il benessere delle persone: rafforza le relazioni e il benessere della comunità aziendale con iniziative di formazione, consulenza alla persona e volontariato aziendale.
- Il team building solidale, per rafforzare il senso di appartenenza: attività di gruppo — uscite con famiglie e bambini (eventi culturali, sportivi, nella natura) o visite alle strutture della Fondazione; e il donare insieme — sostegno a distanza, match giving, payroll giving, raccolte di doni (Back to School, Uovo Sospeso e altre).
- Consulenza e sostegno psicologico per le persone dell’azienda, sui temi dell’adolescenza, della genitorialità, del contrasto alla violenza di genere, del benessere digitale, del benessere alimentare in smart working. Alcune azioni possibili: counseling e coaching per l’empowerment relazionale, familiare e lavorativo; uno sportello online dedicato; corsi di leadership per sviluppare una leadership positiva, comunicazioni autentiche e un ambiente di lavoro sereno.
Tutto questo si riflette sulla reputazione del marchio: la percezione che il pubblico ha della tua azienda.
Promuovi il benessere olistico dei dipendenti, integrando salute fisica, mentale, emotiva, sociale e finanziaria, attraverso strategie di welfare evolute.
Che cosa mette a disposizione la Fondazione
Lo statuto della Fondazione prevede strumenti pensati anche per le imprese. Ciascuno si costruisce insieme, caso per caso, con l’aiuto di notai, commercialisti e avvocati.
Un piano per la filantropia della tua impresa.
Con professionisti partner, la Fondazione è costituita per aiutare un’impresa a mettere insieme le proposte di questa pagina in un piano solo: quale parte destinare al bene comune, quale fondo aprire, quali progetti sostenere, come verificarne l’impatto. (Statuto, art. 14, comma 5)
- Un fondo con il nome della tua azienda. È un fondo di scopo: ha il nome che scegli, uno scopo preso tra le attività della Fondazione e una contabilità separata, con un rendiconto che puoi chiedere quando vuoi. Se lo desideri, un comitato con persone della tua azienda indica i progetti da sostenere. Per i costi di gestione la Fondazione trattiene una quota, fissata nel regolamento del fondo. (Statuto, art. 8)
- Entrare a far parte della Fondazione. Un’azienda può diventarne Sostenitore, con un contributo che vale un anno. Oppure Partecipante, impegnandosi per più anni con denaro, beni o prestazioni d’opera, cioè anche con il lavoro e le competenze delle sue persone. Le imprese che portano un contributo di grande valore possono diventare Partecipanti istituzionali: possono sedere ai tavoli in cui si definiscono le linee di sviluppo, indicare persone negli organi consultivi e dare il loro nome ai luoghi recuperati con il loro aiuto. L’ammissione la decide il Consiglio di amministrazione. (Statuto, artt. 17, 18 e 19)
- Sostenere senza decidere subito. I fondi convertibili: un prestito senza interessi a un progetto della Fondazione, regolato da una convenzione scritta, che diventa una donazione se alla scadenza l’azienda sceglie di lasciarlo alla Fondazione. Non è un servizio aperto al pubblico: se ne parla a tu per tu, caso per caso. (Statuto, art. 9)
- Il futuro della tua impresa. Un imprenditore può destinare alla Fondazione la sua azienda, un ramo o delle quote con un lascito; possono farlo anche i suoi eredi. Se chi dona lo chiede, la Fondazione può tenere l’azienda e valutare di gestirla con una società strumentale, custodendone il lavoro e le persone secondo i valori che le ha indicato. È una scelta da preparare per tempo, con il notaio e il commercialista. (Statuto, art. 12, commi 8 e 10)
- Terreni, edifici, beni. Oltre al denaro, un’azienda può donare beni: immobili, terreni, opere, attrezzature. Terreni ed edifici possono entrare nel Fondo Terra Bene Comune, nato per sottrarli alla speculazione e affidarli a giovani agricoltori, cooperative e imprese sociali, con una conduzione biologica, biodinamica e rigenerativa. Un’azienda può anche finanziare, come mecenate, l’acquisto di una terra o di un borgo da restituire alla comunità. (Statuto, artt. 7 e 13)
Con Lux, la formazione sul digitale
Lux è il progetto della Fondazione per un rapporto consapevole con gli strumenti digitali, i social e l’intelligenza artificiale, con un’attenzione particolare ai più giovani. Non è contro la tecnologia: serve a sapere che cosa stiamo usando e perché ci trattiene.
In azienda Lux è pensato per la formazione e la sensibilizzazione. Incontri per i dipendenti, e in particolare per chi ha figli, su come funzionano i meccanismi che catturano l’attenzione, sull’uso dei social, sull’intelligenza artificiale nel lavoro e in famiglia. E un aiuto all’azienda per darsi regole proprie sull’uso degli strumenti digitali.
I vantaggi fiscali
Le donazioni delle aziende agli enti del Terzo settore sono deducibili dal reddito nei limiti di legge (art. 83 del Codice del Terzo settore). E il welfare aziendale gode di un regime di favore, disciplinato dal Testo unico delle imposte sui redditi (TUIR), che alleggerisce, entro limiti e condizioni precise, il costo del benessere per l’azienda e per il dipendente.
Per un’azienda, le donazioni in denaro o in natura a un ente iscritto al Registro unico nazionale del Terzo settore, come la Fondazione, sono deducibili fino al 10% del reddito complessivo dichiarato; se in un anno il reddito non basta, la parte non usata si deduce nei quattro anni successivi (art. 83, comma 2, del Codice del Terzo settore).
- Per l’azienda: costi certi e deducibilità. Su premi e aumenti in busta paga l’azienda paga contributi aggiuntivi, di solito intorno al 30% della retribuzione lorda, secondo il settore; con il welfare aziendale, per i servizi previsti dall’art. 51 del TUIR, questo sovraccarico scompare. Le somme investite in servizi di educazione, istruzione, ricreazione, assistenza sociale e sanitaria sono deducibili dal reddito d’impresa: per intero se il piano nasce da un contratto, da un accordo o da un regolamento che vincola l’azienda (art. 95 del TUIR); se è offerto volontariamente, fino al 5 per mille delle spese per il lavoro dipendente (art. 100). In ogni caso i servizi devono essere offerti alla generalità dei dipendenti o a categorie di dipendenti.
- Per il dipendente: valore lordo uguale a valore netto. I beni e i servizi previsti dall’art. 51 del TUIR, erogati con un piano di welfare, non concorrono a formare il reddito da lavoro dipendente: nei limiti e alle condizioni della legge, 1.000 euro di credito welfare sono 1.000 euro di servizi, senza tasse e senza contributi. Proprio perché non ci sono contributi, non contano per la pensione.
- I fringe benefit. I benefit in beni o voucher (buoni spesa, buoni carburante) e le somme pagate o rimborsate per le bollette domestiche di acqua, luce e gas, per l’affitto o per gli interessi del mutuo dell’abitazione principale seguono le regole dell’art. 51, comma 3, del TUIR, con soglie di esenzione di 1.000 euro l’anno nel 2026 e nel 2027 e di 2.000 euro per chi ha figli fiscalmente a carico e lo dichiara all’azienda. Oltre la soglia diventa tassabile l’intero importo, non solo la parte in più.
- La conversione del premio di risultato. Convertire in welfare un premio legato alla produttività, se il contratto aziendale o territoriale lo prevede e il dipendente lo sceglie, azzera anche la tassazione sostitutiva prevista per i premi in denaro (dell’1% per i premi del 2026 e del 2027) e, di regola, i contributi, del dipendente e dell’azienda: il dipendente riceve il 100% del valore in servizi, nei limiti previsti per ciascun servizio. Nel 2026 e nel 2027 vale fino a 5.000 euro l’anno, per i dipendenti del settore privato che nell’anno precedente hanno avuto un reddito da lavoro dipendente fino a 80.000 euro.
I servizi della Fondazione per le persone dell’azienda, come il sostegno psicologico con professionisti abilitati, la formazione con Lux e le attività formative per gli adulti ed educative per i figli, possono entrare nel piano di welfare, se l’azienda li offre a tutti i dipendenti o a categorie di dipendenti e li paga lei, senza anticipi o rimborsi al dipendente. In questo caso l’azienda acquista un servizio, non fa una donazione.
La Fondazione La Rosa d’Oro: una realtà viva e vera.
La responsabilità di un’azienda va oltre il business: investire nel futuro della comunità è il modo più autentico per restituire valore.
Le aziende partner
Con alcune aziende la Fondazione costruisce un rapporto più stretto, che va nei due sensi e si mette per iscritto in un accordo di collaborazione.
- Indicazioni reciproche. Noi possiamo indicare la tua azienda alle persone e alle famiglie che si rivolgono a noi, quando hanno bisogno di ciò che fai. Tu puoi far conoscere la Fondazione ai tuoi clienti, ai dipendenti, al territorio.
- La Fondazione come beneficiaria e come partner nel sociale. Puoi sceglierla come destinataria delle tue donazioni e costruire con lei i progetti sociali della tua azienda.
- Il nome dell’azienda nel sito. Le aziende partner che lo desiderano compaiono nella pagina Partnership e siti amici.
Un principio comune: nessuno paga nessuno per un’indicazione. Chi si rivolge a noi riceve, quando possibile, più di un nome e sceglie liberamente.
Le aziende partner le scegliamo con cura, tra chi condivide i valori della Fondazione.
Le aziende che cerchiamo
Alcune imprese incontrano le persone negli stessi momenti della vita in cui le incontriamo noi. Con loro cerchiamo un rapporto di fiducia: ci segnaliamo a vicenda chi può avere bisogno dell’altro, e lavoriamo con gli stessi valori.
- Onoranze funebri. Accanto a una famiglia nel lutto, possono proporre il funerale che diventa un’opera di bene e il fondo di memoria. La Fondazione, a sua volta, può indicare alle famiglie chi lavora con rispetto e cura.
- Sgomberi, traslochi e riuso. Svuotare la casa di chi non c’è più è il lavoro degli Svuota e Sorridi: cerchiamo imprese che lo facciano con delicatezza e diano nuova vita agli oggetti.
- Agenzie immobiliari, case d’asta, periti. Quando un lascito porta alla Fondazione un immobile, un’opera d’arte o una collezione, di regola la Fondazione lo vende al miglior valore e destina il ricavato ai progetti. Servono partner che stimino e vendano con correttezza, e che ricordino la Fondazione a chi vuole destinare un bene a una causa. (Statuto, art. 12, comma 9)
- Aziende agricole, cooperative, imprese sociali. Per coltivare le terre del Fondo Terra Bene Comune, per l’agricoltura sociale e per i laboratori in cui il lavoro della terra diventa cura e scuola. (Statuto, artt. 3 e 13)
- Imprese che accolgono. La Fondazione è costituita anche per accompagnare al lavoro persone in difficoltà. Cerchiamo aziende pronte ad accoglierle in un percorso di inserimento, per un nuovo inizio. (Statuto, art. 3, lettera p)
Cerchiamo anche aziende che vogliano portare Lux nel mondo: farlo conoscere, sostenerlo, diventarne partner.
Sei un professionista o uno studio? Nella sezione Per professionisti trovi gli stessi strumenti spiegati per notai, avvocati, commercialisti e consulenti.
A che punto siamo
La Fondazione è nata il 26 febbraio 2026 ed è iscritta al Registro unico nazionale del Terzo settore. Stiamo costruendo adesso la rete delle aziende partner: le prime che arrivano ci aiutano a darle forma.
Come si comincia
Scrivici due righe sulla tua azienda e su che cosa fa. Ci incontriamo, capiamo insieme quale strada ha senso e la mettiamo per iscritto in un accordo di collaborazione. L’indirizzo è segreteria@larosadoro.org.
