Il lascito testamentario è una disposizione inserita nel testamento con cui decidi, in vita, di destinare una parte o la totalità del tuo patrimonio — denaro, immobili, titoli, oggetti di valore — a persone, enti o organizzazioni non profit, dopo la tua morte.
La legge italiana permette a ciascuno di destinare liberamente una parte del proprio patrimonio, la cosiddetta quota disponibile, anche a organizzazioni non profit (artt. 536 e seguenti del codice civile). Nessuno viene penalizzato: i tuoi cari sono sempre tutelati dalla quota di legittima, che spetta di diritto ai parenti più stretti, al coniuge o alla persona unita civilmente. Le quote variano con la composizione della famiglia: con un solo figlio e senza coniuge, per esempio, metà del patrimonio spetta a lui per legge (art. 537 c.c.) e l’altra metà è disponibile, da destinare secondo le tue volontà; con il coniuge la ripartizione cambia (art. 542 c.c.). È solo un esempio: la base di calcolo è il patrimonio al netto dei debiti, più le donazioni fatte in vita (art. 556 c.c.), e il conto preciso lo fa un professionista.
Senza testamento, i beni si dividono secondo le regole della successione legittima e possono essere assegnati a persone meno vicine a te o, in mancanza di parenti entro il sesto grado (art. 572 c.c.), allo Stato (art. 586 c.c.).
Fare un lascito testamentario significa operare con libertà e coscienza. Un testamento è un modo sicuro per garantire che i tuoi desideri vengano rispettati e che i tuoi ideali continuino a realizzarsi anche dopo di te.
Dona a ciò che per te è vita.

Esprimere le proprie ultime volontà con un lascito è un gesto semplice, privo di vincoli e sempre modificabile, che assicura il rispetto dei propri desideri e dei propri progetti. Ciò conta ancora di più in un momento difficile e di vulnerabilità, come una malattia: scegliere con libertà e coscienza come disporre delle proprie volontà e del proprio patrimonio, per quanto piccolo sia, risveglia e rafforza l’Io e promuove forze di guarigione. Alcuni studi indicano inoltre che la pianificazione anticipata delle cure (Advance Care Planning) può ridurre l’ansia e la depressione nei pazienti affetti da patologie gravi e croniche. Sentirsi parte di una comunità più grande — ampliando lo sguardo alla realtà sociale e spirituale che ci circonda e ci riguarda, in quanto esseri umani che hanno camminato su questa terra — aiuta a non sentirsi soli e isolati, ma parte di un tutto, eterno.
«Nessun atto di gentilezza, per piccolo che sia, va mai perduto.» — Esopo
Uno studio pubblicato nel 2010 sul British Medical Journal, condotto su pazienti anziani ricoverati in ospedale, riporta inoltre che, dopo il lutto, i familiari di chi aveva pianificato in anticipo le proprie cure hanno sofferto meno di stress, ansia e depressione rispetto ai familiari degli altri pazienti. Facendo un testamento e compilando le DAT sollevi concretamente i tuoi cari da questo peso, dando loro la certezza di rispettare le tue volontà anziché dover intuire cosa potresti desiderare.
Un lascito testamentario è un segno tangibile del tuo impegno verso gli altri.
Che cosa puoi lasciare
Un lascito solidale non richiede grandi patrimoni. Puoi lasciare:
- una somma di denaro;
- titoli, azioni, buoni postali, fondi di investimento o il tuo TFR;
- beni mobili: opere d’arte, gioielli, arredi, orologi, libri, oggetti d’antiquariato, collezioni;
- beni immobili: appartamenti, terreni, fabbricati;
- polizze vita: il capitale non entra nell’asse ereditario, perché il beneficiario designato acquista un diritto proprio verso l’assicuratore (art. 1920, comma 3, c.c.); restano salvi, rispetto ai premi versati, i diritti dei legittimari — collazione, imputazione e riduzione (art. 1923, comma 2, c.c.) — e per questo consigliamo sempre di valutare la designazione con un notaio;
- la nuda proprietà.
I tre tipi di lascito
- residuale: una quota del patrimonio, o ciò che ne resta dopo i legati e la quota di legittima garantita ai parenti stretti;
- pecuniario: una somma di denaro determinata;
- specifico, o legato di specie: un bene preciso e identificato — un oggetto, un gioiello, un immobile.
Donazione o lascito?
La donazione ha effetto subito, mentre sei in vita, e richiede l’atto notarile alla presenza di due testimoni. Il lascito ha effetto dopo la morte, resta modificabile finché vivi e non toglie nulla alla disponibilità dei tuoi beni.
Lascia un segno concreto per un futuro bello, buono e giusto.
Come fare un lascito alla Fondazione
Perché sia valido, il lascito va inserito in un testamento redatto in una delle forme previste dalla legge: le trovi in Redigi il tuo testamento con noi. Si può decidere in qualunque fase della vita, e non toglie nulla alla disponibilità dei beni durante la vita. Contattaci, oppure procedi così:
- scrivi per esteso la denominazione ufficiale, il codice fiscale e la sede legale della Fondazione: Fondazione La Rosa d’Oro ETS, codice fiscale 14629350969, Via Bianca di Savoia 17, 20122 Milano;
- decidi che cosa lasciare: una somma, un bene, un immobile, una quota;
- verifica la quota disponibile: se ti serve un professionista per calcolarla con precisione, contattaci;
- scegli la forma del testamento;
- affida l’atto a un notaio (testamento pubblico), per evitare smarrimenti e contestazioni;
- conserva il testamento in un luogo sicuro — depositato dal notaio, e affidato a una persona di fiducia — perché sia facilmente reperibile;
- se vuoi, comunicaci il tuo impegno: ci dà l’opportunità di esprimerti la nostra gratitudine mentre sei in vita e di discutere i dettagli della tua visione. Su richiesta, inviamo il modulo di impegno da compilare.
Molte persone evitano la pianificazione anticipata delle cure a causa del disagio nel discutere il tema della morte. È il tuo caso? Contatta uno dei nostri counselor.
