Il modo più semplice di fare testamento è scriverlo a mano: è il testamento olografo. Non servono notai né testimoni, non costa nulla e lo puoi cambiare quando vuoi. Perché valga deve rispettare tre regole, scritte nell’articolo 602 del Codice civile.
Le tre regole
- Scritto per intero di tua mano. Dalla prima all’ultima parola, con la tua grafia: niente computer, niente macchina da scrivere, niente righe scritte da un’altra persona.
- Con la data. Giorno, mese e anno, scritti a mano anche questi.
- Con la firma alla fine. Sotto l’ultima cosa che hai scritto. Di solito si firma con nome e cognome; vale anche un’altra firma, purché faccia capire con certezza chi sei.
Un testamento che non è scritto di tua mano, o che non è firmato, non vale. Per gli altri difetti di forma, come una data incompleta, può essere annullato su richiesta di chi ne ha interesse (art. 606). Per fare testamento bisogna essere maggiorenni e capaci di intendere e di volere nel momento in cui lo si scrive (art. 591).
Un esempio
Anna non è sposata, non ha figli e i suoi genitori non ci sono più: può decidere liberamente di tutto ciò che ha. Ecco come potrebbe scrivere il suo testamento, a mano, su un foglio qualsiasi.
Io sottoscritta Anna Bianchi, nata a Milano il 12 marzo 1951, revoco ogni mio precedente testamento e dispongo così per il tempo in cui avrò cessato di vivere.
Nomino mia erede universale mia sorella Laura Bianchi, nata a Como il 4 luglio 1955.
Lascio alla mia amica Carla Verdi, nata a Varese il 20 settembre 1952, l’anello con lo zaffiro che era di mia madre.
Lascio alla Fondazione La Rosa d’Oro ETS, con sede legale in Milano, codice fiscale 14629350969, la somma di 10.000 euro, perché sia destinata alle sue attività per la medicina e la cura.
Milano, 3 febbraio 2026
Anna Bianchi
Nell’esempio ci sono le due cose che un testamento può fare. Nominare un erede: chi riceve tutto il patrimonio, o una sua parte, e risponde anche dei debiti. Fare un legato: lasciare una cosa precisa, una somma, un oggetto, una casa, a una persona o a un ente. Chi riceve un legato non risponde dei debiti dell’eredità (artt. 588 e 756).
Gli errori da evitare
- Scriverlo al computer e poi firmarlo a mano: non vale.
- Scriverlo in due, per esempio marito e moglie sullo stesso foglio: la legge non lo permette (art. 589). Ognuno scrive il suo.
- Dimenticare la data, o scriverla a metà.
- Firmare in alto, o aggiungere righe sotto la firma: se aggiungi qualcosa, scrivi di nuovo la data e firma di nuovo.
- Indicare le persone o i beni in modo vago: scrivi nomi, cognomi e date di nascita, e per un ente il nome completo, la sede e il codice fiscale.
- Correggere con cancellature: un testamento olografo cancellato si considera revocato, in tutto o nella parte cancellata (art. 684). Se cambi idea, riscrivilo da capo.
Quanto puoi lasciare a chi vuoi
Se hai coniuge, figli o genitori, una parte del patrimonio spetta per legge a loro: è la legittima (artt. 536 e seguenti). Della parte che resta, la quota disponibile, decidi tu. Fratelli e sorelle non hanno una parte riservata. La quota disponibile è:
- tutto il patrimonio, se non hai coniuge, figli né genitori;
- la metà, se hai solo il coniuge, oppure un figlio solo;
- un terzo, se hai due o più figli, oppure il coniuge e un figlio;
- un quarto, se hai il coniuge e due o più figli, oppure il coniuge e i genitori;
- due terzi, se hai solo i genitori.
Al coniuge spetta in più il diritto di continuare ad abitare nella casa di famiglia (art. 540). Se il testamento lascia a qualcuno più della quota disponibile resta valido, ma chi ha diritto alla legittima può chiedere che la sua parte gli sia riconosciuta.
Lasciare qualcosa a una causa
Nel testamento puoi lasciare qualcosa anche a un ente che porta avanti una causa che ti sta a cuore: una somma, un bene, una quota. Basta scrivere il nome completo dell’ente, la sede e il codice fiscale, come nell’esempio, e se vuoi a che cosa desideri che sia destinato. I lasciti agli enti del Terzo settore, come la Fondazione, non pagano l’imposta di successione, se l’ente li usa per le sue attività (art. 82 del Codice del Terzo settore).
Se pensi a un lascito per la Fondazione, ne parliamo in Così volli che fosse. E se vuoi, scrivici: ti risponde una persona.
Dove conservarlo
Il testamento olografo va tenuto dove potrà essere trovato: a casa, in un posto sicuro, oppure affidato a una persona di fiducia o a un notaio. Di’ a qualcuno dove si trova. Quando verrà il momento, chi lo ha deve portarlo a un notaio, che lo pubblica perché possa essere eseguito (art. 620).
Cambiarlo o revocarlo
Il testamento si cambia quando vuoi. Un testamento nuovo che revoca i precedenti li sostituisce; se non lo dice, dei vecchi cancella solo le parti in contrasto con il nuovo (artt. 680 e 682). Per questo, quando lo riscrivi, conviene cominciare con «revoco ogni mio precedente testamento», come nell’esempio.
Le altre forme
Oltre all’olografo ci sono il testamento pubblico, ricevuto dal notaio davanti a due testimoni, e il testamento segreto, consegnato chiuso al notaio: li trovi in Redigi il tuo testamento con noi. Il notaio è la scelta più sicura quando la situazione è complessa: un’azienda, beni all’estero, una famiglia ricomposta, un figlio minore o con disabilità, per il quale c’è anche il Dopo di Noi.
Questa pagina è una guida generale: per il tuo caso, il consiglio di un notaio o di un avvocato resta il più sicuro.
